Home Kolumne Laura Marchig o petokraci na neboderu: Nije li vrijeme da iza sebe...

Laura Marchig o petokraci na neboderu: Nije li vrijeme da iza sebe ostavimo sav taj gnjev?

1656
0

I dalje svi dube po istom, i dalje se nećemo riješiti toga, svi mi skupa, ističe u svom komentaru aktualnih događaja s petokrakom na riječkom neboderu riječka književnica i članica predsjedništva Liste za Rijeku Laura Marchig.

Prije svega treba reći da je crvena zvijezda, tj. partizanski pokret oslobodio Rijeku od nacizma (dakle ne od fašizma jer su tada grad okupirali Nijemci, a Mussolini je svoje loše karte odavno proigrao). Dakle, oslobođenje Rijeke je bila jedna dobra i moralna stvar koja se, na žalost, u roku od nekoliko sati pretvorila u ružnu i tragičnu priču za autonomiste, Talijane i sve one koji nisu bili na istoj valnoj dužini s komunistima.

Bilo bi zaista vrijeme da riješimo taj vječiti sukob, samo kada bi Italija htjela priznati strahote koje je u ovim krajevima počinio fašistički režim. Ne bi trebalo učiniti ne znam što. Jednostavno treba reći da su se dogodili Rab, Lipa, nasilja u okolici Rijeke. Dovoljno bi bilo da se predsjednik Republike Italije dođe pokloniti žrtvama fašizma, te da netko, ne znam više tko, jer komunista više nema, progovori o nepravdama i strahotama koje je komunistička vlast počinila lokalnim Talijanima (u koje ubrajam veliki broj talijanskih partizana koji su djelovali u sklopu NOB-a). Nije li vrijeme da konačno ostavimo iza sebe sav taj gnjev, pita se Laura Marchig.

In italiano:

Laura Marchig a proposito della stella rossa: Non è arrivato il tempo di buttarci alle spalle tutto questo rancore?

Continuano tutti a ripetere le stesse cose, e per questo, noi tutti, non ne verremo fuori, rileva Laura Marchig, scrittrice e membro della presidenza della Lista per Fiume, a proposito dei recenti fatti riguardanti la posa della stella rossa sul grattacielo di Fiume.
Prima di tutto va detto che la stella rossa, ovvero il movimento partigiano, ha liberato Fiume dal nazismo (dunque non dal fascismo inquanto Fiume era stata occupata dai tedeschi e Mussolini aveva da tempo finito la sua partita giocando male le sue carte). Dunque, la liberazione di Fiume è stata una cosa buona e giusta che purtroppo, solo in poche ore, si è trasformata in una cosa brutta, in una tragedia che ha travolto gli autonomisti, gli italiani e tutti coloro che non si trovavano sulla stessa lunghezza d’onda dei comunisti.
Sarebbe veramente il caso di risolvere una volta per tutte questa eterna querelle. Lo si potrebbe fare solo se l’Italia volesse riconoscere ufficialmente i crimini di cui si è macchiato il regime fascista in questi nostri luoghi. Non occorrerebbe fare granché. Basterebbe dire: sono accaduti i fatti di Arbe, di Lipa, sono accaduti gli episodi di violenza nelle località a ridosso di Fiume. Basterebbe che il presidente della Repubblica italiana venisse da queste parti a inchinarsi di fronte alle vittime del fascismo, e basterebbe poi che qualcuno, non so però chi, visto che ufficialmente i comunisti non esistono più, parlasse apertamente dei crimini e delle ingiustizie compiute dal Regime comunista nei confronti degli italiani (e tra questi figurano numerosi partigiani italiani che avevano partecipato alla Lotta Popolare di Liberazione). Non è arrivato il tempo di buttarci alle spalle tutto questo rancore? – si chiede Laura Marchig

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here