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Istria Nobilissima – Plemenita Istra

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Pripremila /a cura di Laura Marchig

Krajem 2020, obznanjeni su rezultati 53. natječaja za umjetnost i kulturu »Istria Nobilissima« tj. Plemenita Istra. Riječ je o najvažnijoj i najstarijoj manifestaciji talijanske umjetnosti i kulture u nas, koju već od 1967. godine organiziraju Talijanska unija i tršćansko Narodno sveučilište. U ovim desetljećima više od 600 umjetnika, književnika, pjesnika i pisaca, kazališnih autora, likovnih umjetnika glazbenika i esejista, koji žive u Hrvatsko i Sloveniji, izabrali su „Istriu Noblissimu“ kao točku polazišta svojeg stvaralaštva. Djela umjetnika koji su se od 1967. godine do danas, prijavili na ovaj natječaj, odlikuje izuzetna složenost i svedenost književnog, likovnog, glazbenog i znanstvenog izraza. Možemo spomenuti samo nekoliko autora i umjetnika koji su se, tijekom ovih desetljeća, isticali na ovom natječaju: pjesnici i pisci Osvaldo Ramous, Alessandro Damiani, Giacomo Scotti, Lucifero Martini, Mario Schiavato, Nelida Milani Kruljac, Ester Barlessi, Gianna Dallemulle Ausenak, Loredana Bogliun, Adelia Biasiol, Anita Forlani, Elvia Nacinovich, Laura Marchig; poznati likovni umjetnici Romolo Venucci, Quintino Bassani, Mauro Stipanov, Bruno Paladin, Erna Toncinich, Mario Cocchietto, Claudio Ugussi, Fulvio Juričić, Daria Vlahov Horvat; fotografi kao što su Luciano Kleva i Romano Grozić, Sergio Gobbo i mnogi, mnogi drugi. Kroz ovaj natječaj su se profilirali glazbenici kao Na primijer pijanist Goran Filipec, violinist Marco Graziani, Collegium musicum fluminense, i još mnogi drugi. Kako bi naše čitatelje bolje upoznali sa imenima i djelima autora talijanske manjine koja su se isticala kroz natječaj „Istria Nobilisissima“ Rijeka danas je pokrenula rubriku  u kojoj ćemo predstaviti djela nekih nagrađivanih autora.

Alla fine di dicembre del 2020, sono stati resi noti i nomi dei vincitori della 53.edizione del Concorso d’Arte e cultura „Istria Noblissima“. Il portale Rijeka danas, volendo far conoscere al pubblico più ampio, anche quello della maggioranza, ma anche ai fiumani, istriani e dalmati sparsi nel mondo, una parte della produzione culturale, artistica e letteraria della Comunità Nazionale dell’istroquarnerino, ha deciso di aprire uno spazio in cui verranno presentati di volta in volta i vincitori di „Istria Noblissima“. Ci concentreremo, almeno all’inizio, per motivi di spazio, sui vincitori della categoria Poesia dell’edizione 2020.

Ricordiamo che „Istria Nobilissima“ è la più longeva manifestazione promossa dall’Unione Italia a e dall’Università di Trieste, nata ormai nel lontano 1967. In tutti questi anni il premio ha rappresentato un bacino e un laboratorio di idee in cui hanno avuto modo di mettersi alla prova e affinarsi, artisti e operatori culturali che hanno contribuito, non solo a mantenere, ma a far crescere la cultura della comunità dei cosiddetti „rimasti“. Come ha avuto modo di sottolineare uno dei padri fondatori di Istria Nobilissima, lo studioso e critico letterario Bruno Maier: „Il concorso “Istria Nobilissima” ha innanzi tutto un importante significato documentario, in quanto testimonianza di un’attività intellettuale cominciata nei primi anni del dopoguerra e svoltasi progressivamente nel tempo, proiettandosi fiduciosamente, con ragionevole ottimismo, verso il futuro. Oggi, infatti, una letteratura o, meglio, una cultura dei “rimasti”, variamente denominata “di confine” o “di frontiera”, è una ben riconoscibile realtà; e se, da un lato, può essere considerata una nuova provincia letteraria nazionale, con le sue specificità tematiche e formali, dall’altro si configura come un’esperienza culturale alimentata (e arricchita) da molteplici elementi e fermenti dell’ambiente sociale in cui si svolge e si sviluppa. Inoltre l’odierna cultura dell’Istria e del Fiumano funge da “ponte” tra due mondi diversi, ma non avversi, quello italiano e quello sloveno e croato, il cui destino è di conoscersi, di capirsi, di dialogare, con evidente, reciproco vantaggio; e mira a situarsi, con sempre maggiore consapevolezza, in un ambito propriamente europeo. “

Nelle ultime edizioni del concorso “Istria Nobilissima” siano stati assegnati un premio per la poesia e uno per la prosa, soprattutto narrativa, a scrittori dell’”esodo”; mentre un altro premio è stato opportunamente riservato a un autore della maggioranza capace di dominare perfettamente la lingua italiana e di usarla con finalità poetiche e letterarie nei suoi scritti.

Tra i poeti e i letterati che nei decenni hanno vinto Istria Nobilissima figurano nomi quali: Osvaldo Ramous, Alessandro Damiani, Giacomo Scotti, Lucifero Martini, Mario Schiavato, Nelida Milani Kruljac, Ester Barlessi, Gianna Dallemulle Ausenak, Loredana Bogliun, Adelia Biasiol, Anita Forlani, Laura Marchig. Artisti figurativi del calibro di Romolo Venucci, Quintino Bassani, Mauro Stipanov, Bruno Paladin, Erna Toncinich, Mario Cocchietto, Claudio Ugussi, Fulvio Juričić, fotografi come   Luciano Kleva i Romano Grozić  e molti, molti altri. Il concorso ha visto nascere e svilupparsi musicisti che sono stati avviati a una carriera internazionale come il pianista Goran Filipec, il violinista Marco Graziani, il Ensemble Collegium musicum fluminense, e tanti altri.

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Istria Nobilissima 2020:

Giacomo Scotti pobjednik je Prve nagrade za poeziju na talijanskom standardnom jeziku za zbirku “Plač i Pjesma“

Rođen u mjesto Saviano, kraj Napulja, 1. prosinca 1928., živi u Rijeci. Novinar, pjesnik, pisac, prevoditelj, objavio je do sada više od 200 knjiga u Hrvatskoj i inozemstvu.

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Sezione Poesia in lingua italiana – il Primo Premio è andato a Giacomo Scotti per la raccolta “Il Pianto e il canto”

Giacomo Scotti, poeta nato a Saviano, vicino a Napoli, il 1. dicembre 1928, e vive a Fiume. Si è trasferito a vivere nell’ex Jugoslavia nel secondo dopoguerra. Autore vulcanico, ha al suo attivo circa 200 libri, fra poesia, prosa, saggistica.

 

Mio padre e il mare

Questi versi lunati che raddrizzo

qui da lontano arrivano e mi portano

rumori e umori di un sognato mare

che bacia la mia sponda e poi ritorna

al largo, nell’oblìo.

Nelle braccia di un dio.

 

Mio padre aveva a lungo navigato

per andare oltre oceano e ritornare

sette anni dopo

alla terra natale.

Emigrato con nulla (era normale)

ritornò con la moglie e due bambini,

ma sempre povero

all’antica radice.

Tornò col mare in bocca, era felice.

 

Ancora porto addosso il pianto, il canto

e il rumore del mare, il mare-oceano

che a casa si portò, pensando al figlio,

il terzo che sarebbe poi nato.

Me ne parlava quand’ero bambino

mio padre contadino.

Perciò, se guardo il mare – e lo ritrovo

sotto la mia finestra all’alba e a sera –

scopro un mondo nascosto, assai lontano

solcato-attraversato da un migrante

in me sempre vagante.

È il mondo di mio padre ormai sepolto

da ottant’anni.

Quando svanì per sempre sotto terra

mi trastullavo ai piedi di un bel monte

con le radici in mare;

avevo dodici anni e qualche sfregio

sopra le braccia e in fronte.

 

 

Lo zaino sulla schiena

 

Porto uno zàino pieno sulla schiena:

un gregge di nipoti

ed un cielo pesante. Sono stanco.

Una donna benigna si trascina

lenta al mio fianco.

Dietro la schiena ho gli anni,

gli anni sulla mia schiena.

 

Arsi dal mare, gli occhi, occhi del mare,

la schiena fardellata

d’anni, nipoti e zàini,

va lenta sul sentiero

dolce una donna dai capelli bianchi.

In lei mi nascondo.

La vita è un paziente camminare

avviata  alla fine

sotto il peso del mondo.

 

 

Ascoltando Čajkovski

 

Ascoltando la sesta sinfonia

di Čajkovski

sento e vedo una fine che ci porta

dalla Terra alla Luna,

dal buio degli ultimi

istanti della vita

alla candida luce

di un sogno mai vissuto.

E sorrido. Vi lascio

con questi versi l’ultimo saluto.

 

 

 

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